Coronavirus:’Devo smaltire calorie prima del pranzo’,multato

Scuse fantasiose di chi esce, coppia rodata finge corteggiamento

NAPOLI, 13 APR – Un runner trovato a correre “per rimettermi in forma prima dell’abbuffata pasquale”. Una coppia che sta insieme da anni finge un corteggiamento per provare a intenerire i militari. Sono solo alcune delle scuse raccolte dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli durante i controlli anti-Covid nel periodo pasquale.
    A Marano è stato multato l’uomo sorpreso a fare footing in vista del pranzo di Pasqua. Sanzioni anche a Villaricca dove quattro amici si erano riuniti per giocare a carte. La motivazione in questo caso è stata la noia: tutti residenti in comuni diversi si erano dati appuntamento per trascorrere qualche ora di distrazione.
    A Villaricca due persone – un uomo e una donna – sono stati sanzionati perché non sono stati in grado di giustificare per quale motivo fossero insieme per accompagnare il cane nella passeggiata quotidiana. La donna ha detto di aver incontrato per caso l’uomo e di essere stata “corteggiata”. La menzogna è stata facilmente smascherata: i due erano già insieme da molti anni.
    Tre le persone sanzionate a Mugnano di Napoli: i carabinieri le hanno sorprese a bordo di un auto. Si sono giustificate dicendo di dover acquistare degli elettrodomestici e di essersi perse a causa del navigatore. Una dozzina le multe elevate a Ischia, tra cui quella a un uomo che, con i negozi chiusi, sosteneva di voler fare la spesa.

Crisi turismo? Ecco gli Holiday Bond

Sindaco Pollica, vouchers e sconti per acquisto vacanze

– POLLICA-ACCIAROLI (SALERNO), 13 APR – Gli “Holiday Bond” per sostenere la ripresa del turismo. E’ il progetto che il sindaco di Pollica-Acciaroli, Stefano Pisani, sottoporrà domani al governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Al centro della iniziativa, proposta da una delle capitali del turismo campano, dei vouchers da acquistare a prezzi scontati per le vacanze future.
    A caratterizzare gli “Holiday Bond”, il cui valore nominale sarà superiore a quello di acquisto, il fatto che questi vouchers potranno essere spesi dal momento della fine della pandemia (o della riattivazione delle attività economiche connesse al settore turistico) fino a dicembre 2022. Oltre allo sconto messo a disposizione dagli operatori del settore, i turisti italiani – secondo la proposta di Pisani – avrebbero anche la possibilità di dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi il corrispondente valore nominale dei Bond acquistati.

Due mamme in ospedale tra paura e speranza

Il dolore della Pasqua lontano dai cari, ‘ma arrendersi mai’

POLLA (SALERNO), 12 APR – Trascorrono Pasqua lontano dai propri familiari, e tenendosi per mano affidano all’ANSA un incoraggiamento a tutte le mamme contagiate dal Covid come loro: “Non dobbiamo mai arrenderci, l’amore di una mamma é più forte di questo maledetto, subdolo virus. Si lotta e vinceremo”.
    Marianna, 50 anni, e Michela di 34 sono ricoverate da fine marzo nel reparto Covid dell’ospedale di Polla, e oggi raccontano la sensazione straniante di una festa trascorsa alle prese con la paura: “A Pasqua accanto all’ansia e al dolore di tutti i giorni si aggiunge un forte ed insopportabile senso di malinconia”.
    Le due donne hanno rispettivamente tre e due figli, e con loro possono parlare da settimane solo attraverso telefono e videochiamate. All’inizio erano in isolamento totale, poi l’ospedale si è affollato ed i medici sono stati costretti a collocare in alcune stanze due pazienti. Marianna e Michela da allora si sostengono a vicenda, e oggi hanno voluto fotografare le loro mani strette in segno di solidarietà e amicizia. I loro familiari hanno fatto arrivare alcuni dolci e un uovo di cioccolato, che è stato aperto nella stanza e condiviso con medici, infermieri e altri pazienti covid.
    “Vogliamo inviare – dicono per telefono al cronista – il nostro augurio a tutte le mamme contagiate d’Italia che come noi non possono stare con i propri figli e mariti. Oggi é ancora più malinconico non poter vedere i nostri cari. É una malinconia che ti prende dal profondo del cuore e ti scorre per tutto il corpo, fa più male dei colpi di tosse che ti trafiggono il petto”.
    Le due mamme sono entrambe del Vallo di Diano, la zona del Salernitano dove il virus si è particolarmente diffuso provocando la messa in quarantena di ben cinque comuni.
    “Ringraziamo – concludono le due donne – i medici e gli infermieri che non ci lasciano mai sole, giorno e notte, incoraggiandoci nei momenti di sconforto”

Sei nuove vittime e 55 guarigioni

Totale positivi di ieri è 3.670 (+66)

NAPOLI, 13 APR – Sei vittime e 55 guariti ieri in Campania: sono i dati sul coronavirus diffusi dall’Unità di crisi, aggiornati alla mezzanotte scorsa.
    Il totale positivi è stato di 3.670 (+66 rispetto al giorno prima), mentre i deceduti giungono a quota 248 ed i guariti a 360 (di cui 248 totalmente guariti e 112 clinicamente guariti).
    ​ Il riparto per provincia: Napoli: 1.932 (di cui 784 Napoli Città e 1148 Napoli provincia); Salerno: 541; Avellino: 401; Caserta: 381; Benevento: 156. Altri in fase di verifica Asl: 259.

Didattica a distanza obbligatoria, Azzolina: docenti hanno dovere di insegnare.

La Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, in una lunga intervista a Tpi, parla della didattica a distanza, obbligatoria con l’ultimo decreto scuola.

La Ministra appare soddisfatta per quello che i docenti stanno facendo in queste settimane di chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria, ma ricorda anche l’arretratezza della cultura digitale: “Eravamo arretrati, nella cultura digitale. Su questo occorrerà riflettere. Si parla da anni di Piani per la digitalizzazione. Dovremo capire cosa è accaduto davvero e accelerare. Intanto, in queste settimane, abbiamo fatto passi importanti. Trasformare questa crisi in opportunità è la sfida che ci si para davanti. Dobbiamo e vogliamo vincerla. Ancora troppe disparità fra un istituto e l’altro. Ma la scuola ha saputo reagire, questo va detto. Dobbiamo esserne fieri. Ringrazio tutto il personale. Come Ministro ho voluto fortemente la didattica a distanza quando siamo stati costretti a chiudere le aule“.

Quanto all’obbligo della didattica a distanza, previsto dall’ultimo decreto scuola, Azzolina afferma: “Un professore o un maestro hanno il dovere di insegnare, per me, esattamente come un medico ha il dovere di curare. Io di questo sono profondamente convinta. E sono pronta a discuterne con chiunque. Ricevo centinaia di messaggi che mi confermano che tanti la pensano così fra genitori e docenti“.

Adesso abbiamo già cambiato la normativa: la didattica a distanza non può essere più opzionale. È un obbligo – prosegue Azzolina -. Quando devi fare un Esame di Stato il diritto che devo garantire diventa ‘universale’, non più ‘opzionale’“.

IL PAPA: I GOVERNI TROVINO LA VIA PER DOPO-VIRUS.

Preghiamo oggi per i governanti, gli scienziati, i politici, che cominciarono a studiare la via d’uscita, il dopo-pandemia, questo dopo che già è incominciata, perché trovino la strada giusta, sempre in favore della gente, sempre in favore dei popoli”. Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.

Nell’omelia, commentando il Vangelo del giorno, il Papa ha spiegato che “anche oggi, davanti alla prossima, speriamo che sia presto, prossima fine di questa pandemia, c’è la stessa opzione: o la nostra scommessa sarà per la vita, per la resurrezione dei popoli, o sarà per il dio denaro, tornare al sepolcro della fame, della schiavitù, delle guerre, delle fabbriche delle armi, dei bambini senza educazione. Lì c’è il sepolcro”. “Il Signore – ha proseguito -, sia nella nostra vita personale, sia nella nostra vita sociale, sempre ci aiuti a scegliere l’annuncio, annuncio che è orizzonte aperto, sempre, ci porti a scegliere il bene della gente, e mai a scendere nel sepolcro del dio denaro”.

Coronavirus, «fase 2»: le regole dopo il 3 maggio. Nei negozi di 40 metri quadri entra un cliente alla volta

I 20 giorni che mancano alla fase 2

Tre strutture che lavorano in coordinamento, venti giorni di tempo, un unico obiettivo: far ripartire le attività senza far nuovamente impennare il numero dei contagi da coronavirus.

È l’obiettivo dichiarato dal governo in vista del 4 maggio 2020, quando comincerà la «fase 2». La ripresa sarà «graduale», dipenderà dalla curva epidemica, dunque dall’andamento dell’R0, e potrebbe essere diversificata tra le Regioni. «Prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza», si è impegnato il premier Giuseppe Conte. Ma il nuovo comitato diretto da Vittorio Colao, gli scienziati e i tecnici di Palazzo Chigi — i tre organismi incaricati di pianificare la ripresa — lavorano comunque a una pianificazione che dovrà essere attuata nei prossimi venti giorni. Il nuovo gruppo di lavoro che dovrà «individuare modelli organizzativi e relazionali» è già attivo, alcune linee guida sono state comunque già decise e inserite nel decreto che entra in vigore martedì 14 aprile. E avranno valore quando altri imprenditori, commercianti e professionisti potranno ricominciare l’attività. Sempre con la stessa raccomandazione: evitate baci e abbracci e mantenete la distanza tra le persone di almeno un metro.

Ilaria Capua: «Le stime sul coronavirus? Tutte sbagliate. Ecco che cosa ci aspetta»

Che cosa ci aspetta? Ma l’estate aiuterà a ridurre il contagio? E in autunno ci sarà una seconda ondata? Quante volte lo sento chiedere, percepisco lo smarrimento e vorrei avere più certezze per voi. Ma io sapevo che una pandemia sarebbe prima o poi arrivata e che una pandemia ci avrebbe trattato come degli animali. Un morbo che falcia soprattutto i più deboli e ci sorprende ogni giorno quando ci ricorda che la nostra esistenza è ancorata sulla terra ed alle sue leggi naturali. Ci lascia sgomenti.

I tempi della scienze

Noi questo virus lo conosciamo da poco, in Italia da metà febbraio quindi sì e no da due mesi. Sono tante, tantissime le cose che non sappiamo e su cui molti si interrogano e purtroppo la scienza ha tempi lunghi, lunghissimi per arrivare alle sue certezze relative. Un mare di incertezza ci avvolge e ci disorienta. Non sappiamo neanche quanto l’infezione abbia circolato e si sia diffusa in Italia perché i campionamenti non sono rappresentativi e le procedure non armonizzate. Quindi ogni stima è soltanto una stima e come tale intrinsecamente sbagliata — bisogna solo capire di quanto. 

Il ripopolamento

Ma c’è qualcosa che sappiamo. Sappiamo che il distanziamento fisico e le misure di igiene personale e pubblica aiutano ad appiattire la curva quindi a ridurre la velocità del contagio. Ma una curva più piatta non significa blocco della diffusione virale, significa riduzione della circolazione virale. Quindi è chiaro che il virus continuerà a circolare in maniera «visibile» — ovvero provocando i casi clinici fino a quando non si stabilirà l’immunità di gregge, naturale o da vaccinazione. Sappiamo che le persone anziane e con altre comorbidità sono più a rischio di sviluppare una forma grave e morire. Sappiamo anche che nella stragrande maggior parte dei bambini il passaggio virale è asintomatico e che si ammalano solo i bimbi con altre comorbidità. Non sappiamo ancora se le donne hanno realmente un rischio inferiore ai coetanei maschi di sviluppare una forma grave della malattia. Da alcuni dati sembrerebbe eclatante da altri meno, ma io mi azzardo a dire che le donne hanno probabilmente un rischio uguale o inferiore di morire o di sviluppare una malattia grave rispetto agli uomini. Quindi il ripopolamento basato almeno sulla parità di genere avrebbe senso. Sappiamo che ci sono diversi farmaci e protocolli terapeutici innovativi che ci permettono di affinare la cura, ma non credo proprio che si arriverà in tempi brevi a una commercializzazione nelle farmacie ma piuttosto verranno usati per i pazienti ricoverati.

La riflessione 

Eppoi, la panacea, il vaccino che di certo non sarà disponibile almeno fino alla fine dell’anno. Non sappiamo né quanto ce ne sarà né se poi gli italiani lo utilizzeranno, visti i precedenti. Incertezza sull’incertezza.

Cosa ci aspetta?

Insomma, cosa ci aspetta? Ci aspetta una riflessione personale, di famiglia e di team di lavoro o di gruppo di svago. Ormai qui non è questione di goccioline o mascherine. È questione di adattare quello che sappiamo sulla prevenzione del Covid-19 alla nostra vita quotidiana per evitare di finire in ospedale noi stessi e fare in modo che non ci finiscano i nostri cari. Perché l’obiettivo prioritario del Paese deve essere quello di far tornare gli ospedali a regimi gestibili, e di recuperare l’arretrato. Non possiamo permetterci un’altra catastrofe con le bare nelle palestre e i morti che non si riescono più a contare. Per forza di cose dovremo ripensare ai nostri regimi organizzativi ed intrattenitivi. Arriveranno grandi cambiamenti sul fronte lavoro che dobbiamo essere pronti ad accogliere con una mentalità nuova, diversa. Il vuoto delle strade e delle piazze che ci separa dalle nostre abitudini del passato fiorirà di nuove sfide e opportunità che dovremo cogliere nella assoluta certezza che saremo noi che dovremo adattarci al coronavirus e non il contrario.

De Luca, no riapertura librerie

NAPOLI, 12 APR – In Campania cartolerie e librerie non riapriranno martedì prossimo ma resteranno chiuse fino al 3 maggio: lo stabilisce un’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca, il quale ricorda che “risultano diffusi sul territorio nuovi e diversi cluster familiari e locali, presumibilmente originati dalla inosservanza delle misure di distanziamento sociale prescritte, che destano notevoli preoccupazioni”.
    Quanto ai negozi che vendono abbigliamento per bambini e neonati, riaperti dal Dpcm nazionale, De Luca stabilisce che in Campania potranno operare solo due mattine a settimana, il martedì e il venerdì con orario 8,00-14,00. Nella settimana del 1 maggio 2020, l’apertura è consentita nelle mattinate del martedì e del giovedì, sempre dalle 8 alle 14.
    Tutti gli altri divieti vigenti in Campania fino al 14 aprile vengono prorogati fino al 3 maggio.
   

Contro il Covid-19 strategia globale in tre punti, la proposta di Bill Gates

Una strategia globale in tre punti contro il coronavirus: è la proposta di Bill Gates. ​”Anche se le nazioni ricche riusciranno a rallentare il propagarsi della malattia nei prossimi mesi, il Covid-19 potrebbe tornare nuovamente a colpire, se la pandemia dovesse diffondersi in altre zone del mondo”, scrive Gates in un intervento sul ‘Corriere della Sera’.