Tag Archive : aggiornamenti

Da febbraio non solo l’erogazione dei nuovi assegni minimi per gli over 75, ma anche la rivalutazione “generale” per tutti coloro a cui non è già stata calcolata a gennaio

Pensioni un po’ più “sostanziose” a febbraio. L’Inps ha stabilito che a partire dal prossimo mese non ci sarà solo l’erogazione dei nuovi assegni minimi per gli over 75, come stabilito all’interno della legge di bilancio per il 2023, che passeranno dal 525 euro del 2022 ai 600 voluti dal governo Meloni, ma anche la rivalutazione “generale” per tutti coloro a cui non è già stata calcolata a gennaio. Assegni più alti dunque in arrivo con le pensioni di febbraio. Il prossimo mese partiranno le erogazioni con gli importi rivalutati per l’inflazione, per chi non avesse già ricevuto l’assegno aumentato a gennaio. Non solo: arriveranno anche gli importi minimi maggiorati per gli over 75, che da 525 euro passano a 600 euro per ogni mese, come previsto dalla legge di bilancio 2023.

Aumenti pensioni febbraio 2023

Numeri alla mano, si avranno pensioni minime non inferiori a 600 euro per tutti gli over 75 (rispetto ai 525 euro del 2022): il nuovo governo applica la rivalutazione perequativa, e l’assegno pensionistico minimo per chi ha 75 o più anni d’età sarà in totale di 697 euro a febbraio 2023. Chi ha meno di 75 anni, invece, non raggiungerà 600 euro: spetterà in quel caso un’altra rivalutazione (1,5%) sull’inflazione con un assegno pari a 570 euro.

Da mercoledì 1° febbraio, seguendo il tradizionale ordine alfabetico per chi va all’ufficio postale per ritirare la pensione, l’Inps procederà con l’erogazione delle pensioni con i nuovi importi. Si stima che l’aumento sarà del 7,3%: +5,3% sul valore del mese precedente e +2% già pagato lo scorso novembre per le pensioni fino a 2692,32 euro, come stabilito con il decreto Aiuti bis dall’esecutivo di Mario Draghi prima di cedere il passo a quello di Giorgia Meloni.

La rivalutazione piena però non riguarda tutti i pensionati. Ad essere interessati dall’adeguamento al 100% sono solo gli assegni non superiori a quattro volte il trattamento minimo, cioè quelli fino a 2.101,52. Per chi riceve mensilmente cifre più elevate è invece previsto un aumento decrescente, sulla base dei sei nuovi scaglioni. Chi percepisce una pensione lorda pari a 2.626 euro riceverà circa 160 euro in più, chi percepisce una pensione compresa tra quella cifra e 3.150 euro avrà una rivalutazione del 53%. Infine, chi prende 3.150 euro si troverà sul conto corrente circa 120 euro in più. 

La rivalutazione piena, nella misura del 100%, sarà fruibile soltanto da chi riceve assegni che non vanno a superare di più di quattro volte il valore delle pensioni minime, ossia quelli che arrivano a poco più di 2100 euro. La percentuale della rivalutazione va poi a calare al crescere del valore dell’assegno. Così, chi ha una pensione che è tra le quattro e le cinque volte la minima, si vedrà applicare non il 100% ma l’85%. Chi ha un assegno tra le cinque e le sei volte l’importo minimo lo troverà rivalutato al 53%. Gli assegni superiori a sei volte l’importo minimo e pari o inferiori a otto volte lo stesso trattamento minimo, saranno rivalutati al 47%

Si scende al 37% per i trattamenti pensionistici compresi tra otto e dieci volte il minimo. Ultimo scaglione, al 32%, è quello previsto per la rivalutazione degli assegni pensionistici che superano di 10 volte il minimo. Questo mese sono già partite le erogazioni degli importi del primo scaglione, quelli fino a quattro volte il minimo. Tutti gli altri sono invece andati a scalare: è possibile che le pensioni più alte vedano il nuovo assegno arrivare per la prima volta non a febbraio ma tra marzo e aprile. Il sistema di calcolo non è progressivo, non è per scaglioni, come con l’Irpef (lì a ogni porzione di reddito, aliquota diversa), ma a fascia, dunque un’aliquota unica applicata a tutto l’importo. 

In sintesi, questa è la ripartizione dei 6 scaglioni: 

  • assegni fino a 2.102,52 euro lordi: rivalutazione del 100% (aumento 7,3%)
  • assegni fino a 2.696,90 euro lordi: rivalutazione dell’85% (aumento 6,2%)
  • assegni fino a 3.152 euro lordi: rivalutazione del 53% (aumento 3,8%)
  • assegni fino a 4.200 euro lordi: rivalutazione del 47% (aumento 3,4%)
  • assegni fino a 5.250 euro lordi: rivalutazione del 37% (aumento 2,7%)
  • assegni oltre i 5.250 euro lordi: rivalutazione del 32% (aumento 2,3%)

A tutti gli scaglioni, eccetto il primo che ha già potuto godere degli aumenti a gennaio, verranno pagati anche gli arretrati del mese mancante.

Di seguito alciuni esempi degli aumenti delle pensioni:

  • pensioni fra 1.000 euro lordi e 1.500 euro lordi, aumento di 73 euro lordi
  • pensioni fra i 1.500 euro lordi e i 2.000 euro lordi, aumento di 109,5 euro
  • pensioni da 2.000 euro lordi a 2.500 euro lordi, aumento di 146 euro
  • pensioni da 2.500 euro lordi a 3.000 euro lordi, aumento di 155 euro
  • pensioni da 3.000 euro lordi a 4.000 euro lordi, aumento di 117 euro
  • pensioni da 4.000 euro lordi a 5.000 euro lordi, aumento di 136 euro
  • pensioni da 5.000 euro lordi a 6.000 euro lordi, aumento di 135 euro
  • pensioni superiori a 6.000 euro lordi, aumento da 138 euro

Pensioni, quando le pagano a febbraio

A febbraio, chi ha scelto l’accredito della pensione presso la propria banca riceverà i soldi il primo giorno del mese, mercoledì 1°, coincidendo anche con il primo giorno bancabile. La regola generale per il pagamento delle pensioni, infatti, stabilisce che l’accredito su conto corrente debba avvenire il primo giorno bancabile del mese. L’unica eccezione a questa regola è per il mese di gennaio, quando si slitta di un giorno con l’obiettivo di concedere un po’ più di tempo all’Inps per aggiornare i propri sistemi informatici nel passaggio da un anno all’altro. Le date dei pagamenti scaglionati per chi la ritira gli uffici postali, suddivisi per lettera iniziale del cognome (del titolare dell’assegno), sono già state esposte in molti casi nei propri uffici postali di riferimento.