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La scoperta della Penitenziaria

Aseguito del rinvenimento e del sequestro di alcuni telefoni cellulari nel carcere di Secondigliano, in possesso di detenuti lavoranti, Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, evidenzia che “è sempre e solo grazie all’alta professionalità dei Baschi Azzurri di Secondigliano che ancora una volta si è riusciti a garantire la sicurezza interna dell’istituto. Va detto con estrema chiarezza che senza un immediato intervento dell’amministrazione sarà sempre più difficile garantire la legalità e la sicurezza all’interno dei penitenziari italiani. Per questo il Sappe esprime il proprio apprezzamento al personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe sottolinea come il rinvenimento sia avvenuto “grazie all’attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di personale di Polizia, coordinato dal dirigente del corpo a comando del reparto. Questo deve far comprendere una volta di più come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. E deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari in materia di contrasto all’uso ed al commercio di telefoni cellulari e stupefacenti in carcere”. Per il Sappe “nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l’ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Torniamo a sollecitare urgenti soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”. Sollecitato un intervento dei vertici dell’amministrazione penitenziaria.

Il fatto è avvenuto ieri nel reparto di “Alta Sicurezza” denominato “Avellino” dove un detenuto, nipote di un elemento di spicco della criminalità organizzata della provincia di Napoli, si è scagliato contro un poliziotto penitenziario colpendolo al volto con una testata e poi un pugno.
“Non è un caso che il parente di un boss  – dichiara il deputato di Alleanza Verdi- Sinistra Francesco Emilio Borrelli – si comporti in questo modo. Finché permetteremo ai camorristi di “addestrare” i loro figli a diventare i criminali del domani le cose non cambieranno e questi soggetti diventeranno sempre più pericolosi e violenti. Piena solidarietà al poliziotto penitenziario aggredito”.

Eva Kaili resta in carcere. “Con ordinanza emessa questa mattina, la Camera di Consiglio ha prorogato di un mese la carcerazione preventiva di E.K”, è quanto si legge in una nota della Procura federale belga. Respinta, dunque, la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa dell’ex vice presidente del Parlamento europeo.“Se, entro 24 ore, viene proposto ricorso contro tale decisione, l’interessato comparirà entro quindici giorni dinanzi alla camera d’accusa presso la Corte d’appello di Bruxelles. Nell’interesse delle indagini, al momento non verranno fornite ulteriori informazioni”, conclude la Procura.Detenuta nel carcere di Haren, estrema periferia di Bruxelles, Eva Kaili sta partecipando “attivamente” all’inchiesta e “contesta ogni accusa di corruzione a suo carico”. Non ha utilizzato troppi giri di parole André Risopoulos, che assiste la politica greca insieme a Mikhalis Dimitrakopoulos. Quest’ultimo ha spiegato che l’inchiesta è seria e segreta, ribadendo la totale innocenza dell’ex vice presidente dell’Europarlamento: “Non faremo alcuna altra dichiarazione, perché è pregiudizievole sia per la difesa della signora Kaili, sia all’accertamento della verità in un dossier di questa natura” Il legale ha inoltre confermato che Eva Kaili non ha parlato in aula all’udienza.Le brutte notizie per la politica greca, compagna dell’italiano Francesco Giorgi, non sono finite qui. L’autorità antiriciclaggio greca ha sequestrato un terreno di 7 mila metri quadrati che Eva Kaili aveva acquistato insieme al partner sull’isola greca di Paros. Sigilli posti nell’ambito dell’indagine penale preliminare condotta dalla Procura per i reati economici greca: è accusata di riciclaggio e corruzione passiva.Ricordiamo che le autorità greche hanno già congelato il conto bancario usato per acquisire la proprietà.

Un detenuto l’ha appiccato nella sua camera

Adistanza di due giorni, presso il carcere minorile partenopeo di Nisida, si è registrato un altro episodio di incendio, dove un detenuto ha appiccato fuoco alla sua camera, mettendo così a repentaglio l’ordine, la sicurezza e l’incolumità psico-fisica di tutta la comunità penitenziaria. A lanciare l’allarme è Pasquale Baiano, Coordinatore Nazionale SiNAPPe per la Giustizia Minorile, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, che esprime solidarietà e vicinanza ai poliziotti operanti coinvolti nell’evento critico. 

“Occorre garantire sicurezza, non è più tollerabile una condizione così critica e precaria, che espone a seri rischi lavoratrici e lavoratori della Polizia Penitenziaria – chiosa Baiano – che non beneficiano di dispositivi di protezione individuale (maschere facciali, etc) e scarsa presenza di fornitura antincendio (estintori, idranti, etc..). Abbiamo, inoltre, più volte chiesto all’Amministrazione Centrale di intervenire sulle assegnazioni significative di detenuti stranieri da altri Istituti del Paese. Siamo seriamente preoccupati, come sindacato di categoria, se non vengono – ad horas – intraprese attività riparative che tendono ad assicurare un regolare andamento nell’interesse collettivo”.