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La notte del 26 novembre una valanga di fango travolgeva Casamicciola distruggendo strade e case e uccidendo dodici persone

La notte del 26 novembre 2022, Ischia è stata svegliata da un boato terrificante. Sotto le forti piogge, un pezzo del monte Epomeo si è staccato ed è franato a valle distruggendo una parte del Comune di Casamicciola. Una valanga che ha spazzato via strade, case e, soprattutto, ha ucciso dodici persone. 

E’ trascorso un mese, ma gli sfollati, circa 400, sono ancora senza un tetto e le operazioni di messa in sicurezza, che le autorità avevano promesso rapide ed efficienti, vanno avanti a rilento. Ripercorriamo le tappe di questa tragedia. 

La frana

I testimoni hanno raccontato di essere stati svegliati da un boato, simile a quello del terremoto del 2017. Quando si sono affacciati fuori dalla casa, hanno capito che qualcosa di drammatico stava accadendo. La frana ha percorso il vallone centrale alla velocità di 300 chilometri all’ora, spazzando via tutto quello che ha trovato sulla sua strada. La mattina del 26 novembre le persone scomparse risultano essere dodici, tra cui due bambini. 

Da Napoli arrivano i mezzi di soccorso di pompieri e protezione civile. Le ricerche proseguono senza sosta, rese ancora più difficili dal maltempo, a causa del quale i collegamenti con la terraferma vengono interrotti. I sopravvissuti alla frana vengono evacuati e ospitati in alberghi o palazzetti dello sport. Sono loro i primi a parlare di un disastro annunciato. 

La prima vittima

Nell’arco del 26 novembre si fa strada la notizia del ritrovamento della prima vittima, una donna. L’identità viene svelata domenica 27. Si tratta di Eleonora Sirabella, 31 anni, di Lacco Ameno. Il suo corpo sarebbe stato trascinato per un centinaio di metri, fino a piazza Maio, dove poi è stato ritrovato. Si tratta del primo di dodici drammatici ritrovamenti. A fine giornata le vittime saranno sette: oltre ad Eleonora, Francesco Monti, 11 anni, e la sorellina Maria Teresa, 6 anni, Giovanna Mazzella, 30 anni, con il marito Maurizio Scotto Di Minico, 32 anni, il piccolo Giovangiuseppe, appena 22 giorni e Nikolinca Blagova Gancheva, donna bulgara di 60 anni.

I fondi del Governo e l’inchiesta

A 36 ore dal disastro, il Governo Meloni stanzia due milioni di euro per lo stato d’emergenza, attirando molte critiche per la scarsità dei fondi messi a disposizione. La Regione ne metterà sul tavolo il doppio. Sull’isola scoppia la polemica sull’abusivismo, ma i residenti attaccano le istituzioni, colpevoli secondo loro di non aver realizzato le opere di manutenzione al vallone dopo la frana del 2009, che colpì Casamicciola nello stesso punto. La magistratura apre un’inchiesta per disastro colposo e Legnini viene nominato commissario all’emergenza. 

Le mail di allarme non lette

Mentre Conte e Renzi litigano su un presunto condono del 2018 che avrebbe agevolato l’abusivismo edilizio sull’isola, il 28 luglio deflagrano le dichiarazioni di Giuseppe Conte, omonimo del leader 5 Stelle ed ex sindaco di Casamicciola. Egli dichiara di aver inviato diverse mail al commissario prefettizio e alla Città metropolitana per avvertire del rischio frana. Nessuno ha mai risposto a quelle mail. 

L’ultima vittima ritrovata

Col passare dei giorni, la speranza di trovare qualcuno vivo diminuisce fino a rasentare lo zero. A inizio dicembre, con il decreto Ischia, il Governo porta a 10 milioni lo stanziamento per l’emergenza. Bisogna attendere il 6 per il ritrovamento dell’ultima vittima: Maria Teresa Arcamone. Come si temeva, il bilancio finale è di 12 morti.

I funerali

Il 7 dicembre iniziano i funerali. I familiari rifiutano le esequie di Stato, in polemiche con le istituzioni. Alla fine, le funzioni saranno tre. La prima è quella per l’ultimo saluto a Emanuele Sirabella, prima vittima ritrovata, e a Salvatore Impagliazzo, il compagno. Seguiranno gli altri funerali, divisi tra il 9 e il 10 dicembre. 

La messa in sicurezza

La sera dell’Immacolata, a Casamicciola arriva il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, che insieme a Giovanni Legnini annuncia un quadro completo del rischio entro una decina di giorni. Nell’arco della giornata arriva sull’isola anche l’Elemosiniere del Papa per omaggiare le vittime. Intanto, le continue allerte meteo, impongono l’evacuazione di 700 persone per il rischio di altre frane. Il 12 dicembre arriva finalmente una buona notizia: viene estubato Peppe Di Massa, l’uomo diventato suo malgrado un’icona della tragedia per essere stato salvato mentre sopravviveva sommerso dal fango. 

La rimozione del fango

Bisogna arrivare al 21 dicembre perché il commissario Legnini annuncia l’avvio della rimozione del fango. Amca e Sma Campania sono indicate come soggetti attuatori. Due giorni prima, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca afferma “si aspettava il fenomeno di rimozione” riferendosi alla scomparsa del tema Ischia dall’agenda del Governo: “Dobbiamo prevedere misure nazionali per l’emergenza, prevedere risarcimenti per chi ha perso la casa e ulteriori fondi per chi deciderà di non rientrare nelle abitazioni”.

Natale senza casa e nuovo crollo

E’ stato un Natale senza casa quello 2022 per circa 400 ischitani, che ancora non sanno se e quando potranno rientrare nelle loro abitazioni. Sull’isola è partita una gara di solidarietà per consentire anche a loro di trascorrere qualche momento di serenità. La natura non ha dato pace agli isolani, però, manifestandosi prima con una scossa di terremoto nel giorno della vigilia, e poi con una nuova frana nella mattinata del 25. In località Montevico, un imponente masso si è staccato dalla montagna ed è precipitato in strada travolgendo uno scooter parcheggiato. Per fortuna al momento del crollo non c’erano auto o pedoni di passaggio. Sgomberate in via precauzionale di 9 famiglie, per un totale di 27 persone.