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Secondo l’assessore al Welfare a fine esercizio, dopo mezzanotte, nessuno cerca ancora riparo per la notte. Il risparmio, di 3mila euro al giorno, “è stato messo a regime” per 42 posti letto disponibili nel territorio cittadino

Astretto giro è arrivata la risposta dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Luca Trapanese, all’ex sindaco Luigi de Magistris che lo accusava stamattina di non aver aperto le stazioni della metropolitana per far riparare, di notte, i clochard dalle intemperie.

“È sconcertante la decisione dell’assessore al welfare del Comune di Napoli Luca Trapanese di non autorizzare l’apertura notturna delle stazioni della metropolitana per i senzatetto in queste giornate molto fredde – sono state le parole di de Magistris – Si adducono addirittura motivi economici, quando invero le casse del Comune hanno nutrite risorse ma si spende e spande per cose davvero assai opinabili”. “Si aggiunga poi che la nostra amministrazione ha lasciato in eredità una gestione efficace e trasparente delle politiche sociali ed anche 20 mln di euro tra fondi per i buoni spesa, utenze, taxi e libri somme di cui si sono perse le tracce – ha proseguito Luigi de Magistris – Eppure sino ad ottobre del 2021 la gestione della fase pandemica era stata gestita, anche in collaborazione con le associazioni della città, in maniera impeccabile. Forse i fragili non sono una priorità per la nuova amministrazione che è distratta a fare altro invece che a pensare ai bisogni della popolazione”.

La risposta di Luca Trapanese: “Aprire le stazioni? Non serve”

Trapanese nel rispondere a de Magistris innanzitutto sottolinea quanto sia diversa la situazione del 2020 da quella attuale, e di fatto dà come inutile l’apertura notturna delle stazioni. “In relazione alle sollecitazioni sulle misure da adottare per il freddo di questi giorni, è necessario innanzitutto ricordare che le stazioni della metropolitana sono state aperte durante il periodo pandemico quando il servizio di trasporto si concludeva alle 20 e si aveva la possibilità di accogliere i senza dimora dalle ore 21 sino alle ore 7. Oggi che il servizio metropolitano è di nuovo a regime ci consente di accogliere le persone dalle ore 24 sino alle 5 del mattino, in funzione del proprio servizio. Quindi chi ha bisogno di essere accolto per il freddo alle 24 già ha trovato un accomodo o quantomeno non è più in grado di arrivare alla metro”.

“In questi ultimi anni è mancata da parte della precedente amministrazione la predisposizione di un’accoglienza più dignitosa e duratura invece di concedere ai senza dimora solo una stazione metro. L’ex sindaco dice di aver lasciato 20 milioni di euro alle Politiche sociali eppure mi chiedo perché ad ottobre 2021, all’inizio del mio mandato, l’unità di strada era solo una (oggi sono cinque), il dormitorio pubblico con 120 posti letto accoglieva solo 19 persone con una coordinatrice che lavorava da casa (ad oggi abbiamo accolto 70 persone, una nuova equipe composta da quattro enti ognuno con un compito specifico tra accoglienza, parte medica, ascolto e reinserimento sociale, ed una nuova coordinatrice che al mattino si reca sul posto a lavorare di persona). La questione non è economica, seppur bisogna comunicare ai cittadini che l’apertura delle stazioni metro ha un costo di 3.000 euro al giorno a stazione: le persone senza dimora non ci vanno nelle stazioni, lo documentano i report giornalieri di Anm”.

“Abbiamo messo a regime i fondi risparmiati”

L’assessore nel suo intervento sottolinea che il risparmio dei 3mila euro giornaliero è stato “messo a regime” nell’ampliare i posti letto a disposizione dei senzatetto. “Come giunta Manfredi abbiamo ben pensato di mettere a regime questi fondi condividendo le modalità con gli enti gestori dei servizi dedicati alle persone senza dimora: sin da ottobre 2021 abbiamo attivato nell’istituto Tanucci la disponibilità di 15 posti letto a bassissima soglia (si va e si dorme) offrendo loro la cena e una colazione. Abbiamo messo a disposizione nel nostro dormitorio pubblico 20 posti letto extra (oltre ai 120) per l’emergenza freddo con la reperibilità 24h, abbiamo offerto altri 7 posti letto sempre nel nostro dormitorio pubblico a bassissima soglia in un locale attiguo al piano terra”.
Il totale è sì stazioni della linea 1 chiuse da fine esercizio fino alla ripresa, ma 42 posti letto in più disponibili sull’intero territorio cittadino.

“Non li accogliamo a terra, come sarebbe successo nelle stazioni, ma in letti con lenzuola e coperte perché anche la solidarietà ha bisogno di essere fatta con dignità e non esclusivamente per l’apparire e per attirare consenso verso l’opinione pubblica. Oggi abbiamo una visione completa del problema, con un’emergenza in divenire, abbiamo investito tutti i fondi possibili, circa 25 milioni solo nel piano di zona oltre al Pnrr, oltre a fondi ministeriali che erano inutilizzati dalla precedente amministrazione dal 2018 (circa 700mila euro ad anno) stiamo attivando nuove strutture di accoglienza, abbiamo un protocollo di intesa con Asl e Diocesi. Va poi detto che i 20 milioni di bonus – per esattezza erano 10 ml buoni spesa, 8,3 ml bonus utenze, 3ml bonus taxi – li abbiamo salvati grazie a questa nuova amministrazione. Dovevano essere spesi entro dicembre 2021 ed ad ottobre 2021 non erano state attivate neanche le procedure rischiando di perderli”, ha concluso Trapanese.

La frase dell’assessore sulle associazioni e la polemica con D’Angelo

Solo poche settimane fa lo stesso assessore al Welfare era stato al centro di una polemica anche interna alla sua maggioranza. “Le associazioni di volontariato fanno del bene, ma creano anche danni – aveva detto Trapanese in un’intervista a Repubblica – Non ho paura di dirlo. Se c’è gente che continua a dar da mangiare, fornire supporto ai clochard, è chiaro che i senza dimora non se ne andranno mai dalle strade. E noi come Comune buttiamo soldi e tempo”. Da lì la risposta di Sergio D’Angelo, consigliere comunale di Napoli Solidale per cui quelle erano “parole che destano grande preoccupazione, se chi ha già perso tutto perde anche il diritto all’assistenza. Il problema non sono i poveri, i senza fissa dimora, ma le condizioni che spingono un essere umano a lasciarsi andare e vivere per strada. Così come il problema non è costituito dal volontariato, ma dall’insufficienza delle politiche sociali”. Quindi la puntializzazione dell’assessore: “La nostra richiesta (alle associazioni, ndR) non è di fermarsi, non dare più pasti, ma trovare delle strategie comuni con un protocollo d’intesa che è nato con la collaborazione di Asl, diocesi e Caritas. Chiediamo alle associazioni di entrare in questa squadra, così da non sprecare energie e da lavorare tutti insieme per la nostra città”.