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Il pensiero sugli azzurri di Sebastien Frey, ex portiere di Inter, Verona, Parma, Fiorentina, Genoa e della nazionale francese

“Il Napoli è una grande sorpresa. E’ la meraviglia del calcio europeo, non solo italiano. L’ho visto giocare e a mio parere, ad oggi, qualsiasi squadra di vertice in Europa faticherebbe a vincere contro il Napoli. Spalletti ha fatto un grande lavoro”. Così Sebastien Frey, ex portiere di Inter, Verona, Parma, Fiorentina, Genoa e della nazionale francese, ha parlato del momento del Napoli ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

L’ex estremo difensore transalpino ha parlato anche della crescita esponenziale di Victor Osimhen: “Osimhen lo conosciamo, ha giocato in Francia per anni. E’ diventato un giocatore completo, maturo, straordinario”.

Un gol per tempo di capitan Di Lorenzo e del solito Osimhen e gli uomini di Spalletti si aggiudicano anche il match contro la Salernitana, collezionando la 16esima vittoria in campionato su 19 partite

16 vittorie su 19 partite. 50 punti su 57 conquistati. Sono numeri davvero impressionanti quelli con i quali il Napoli arriva al giro di boa del campionato, dopo aver battuto anche la Salernitana nel derby campano all’Arechi. Gli azzurri si mettono subito alle spalle l’eliminazione in Coppa Italia ad opera della Cremonese e battono per 2-0 la squadra di Nicola, con un gol per tempo di capitan Di Lorenzo e Osimhen. Un match controllato in lungo e in largo e mai in discussione dopo il vantaggio trovato allo scadere della prima frazione. Fra 8 giorni si riparte al Maradona contro la Roma di Mourinho.

Le scelte degli allenatori

Dopo gli esperimenti e l’ampio turn over di coppa, in casa Napoli tornano i titolarissimi. Spalletti sceglie Elmas come sostituto di Kvaratskhelia, mentre Lozano vince il ballottaggio con Politano. Nella Salernitana Nicola si affida ad un più prudente 4-5-1 con Gyomber al centro della difesa e Piatek unica punta, con Dia leggermente più arretrato sulla fascia. 

I gol

Dopo un paio di buone occasioni e tanto possesso palla, il Napoli sblocca il match allo scadere del primo tempo. Splendida combinazione sul centrosinistra sull’asse Anguissa-Mario Rui. Il centrocampista camerunense arriva sul fondo e crossa al centro, dove Di Lorenzo raccoglie ed infila sotto la traversa, battendo Ochoa. 

Nella ripresa Osimhen chiude il discorso: tiro a giro di Elmas dal limite, la palla si stampa sul palo e sulla respinta il centravanti nigeriano si fionda sul pallone e realizza, fissando il risultato sul 2-0. 

Cambio in panchina per i grigiorossi, che arriveranno martedì sera al Maradona con una nuova guida tecnica

Cambio di guida tecnica per la Cremonese. Dopo la sconfitta interna in campionato contro il Monza, il club lombardo ha deciso di sollevare dall’incarico l’allenatore Massimiliano Alvini. 

I grigiorossi saranno martedì sera al Maradona per la gara degli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Napoli con un nuovo mister in panchina.

Si tratta di Davide Ballardini, che ha firmato un accordo con i neopromossi fino a giugno 2024. 

Il tecnico bianconero ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’attesissimo match del Maradona

“La squadra sta abbastanza bene, abbiamo fatto tre giorni di lavoro e siamo in buone condizioni. Vedremo domani sera cosa riusciremo a fare. Fino ad oggi abbiamo ottenuto dei risultati buoni e importanti, ma dobbiamo continuare nel nostro percorso di crescita. Dobbiamo entrare nei primi quattro posti”. Così Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Juventus.

Gli infortunati

“Per quanto riguarda gli infortunati i rientri dovrebbero essere imminenti. Prima della sfida contro il Monza di Coppa Italia difficilmente rientrerà qualcuno ma credo che prima di quella contro l’Atalanta magari qualcuno potrebbe essere a disposizione. Cuadrado da martedì dovrebbe essere con la squadra. Gli altri? Stanno decisamente meglio. Danilo sta facendo bene così come tutti gli altri. L’atteggiamento della squadra è cambiato e bisogna continuare su questa strada. Chiesa sta molto meglio e sono contento. Oggi farò le mie valutazioni in allenamento e poi deciderò formazione”. 

La sfida con gli azzurri

“Affrontiamo una squadra molto forte tecnicamente, ben organizzata e ben allenata, domani sarà una bellissima serata di calcio in uno stadio stracolmo, in una partita non decisiva per il campionato, più importante per loro che per noi. Noi dobbiamo giocare una gara di grande tecnica e intensità, sarà difficile, è uno scontro diretto giocato in casa della squadra che in questo momento è la più forte del campionato. Dobbiamo avere entusiasmo e voglia. Spalletti è il migliore ad allenare ed insegnare, l’aveva già dimostrato a Roma e Milano”. 

Come riportato dal club, il calciatore è stato aggredito con calci e pugni: colpito anche Filogamo nel tentativo di difendere il compagno

Una lunga nota ufficiale con la ricostruzione dell’accaduto. Allo Stadio Novi di Angri si è verificato un gravissimo episodio di aggressione ai danni dei calciatori del Portici e, in particolare, di Maurizio Maraucci. Con un comunicato, il club azzurro rompe il silenzio:

“La sfida contro l’Angri, valevole per il recupero della 16^a giornata di campionato di serie D, è durata soltanto 45 minuti, terminati sul punteggio di 1 a 0 a favore degli azzurri. L’atmosfera s’è riscaldata al 42’ quando l’Angri ha sbagliato il calcio di rigore del possibile pareggio e Maraucci è diventato bersaglio in campo e fuori di insulti e minacce per aver “disturbato” le operazioni di preparazione del rigore. Fin qui tutto ha fatto pensare alle consuete dinamiche di gioco alle quali si assiste ogni domenica, e nulla lasciava presagire ciò che è accaduto poi negli spogliatoi.

Mentre la squadra si apprestava a rientrare nel proprio spogliatoio, infatti, il capitano Maurizio Maraucci, attardatosi a discutere sul campo, ed essendo quindi tra gli ultimi a rientrare, è stato colto di sorpresa e circondato da 3-4 persone a volto coperto, per poi essere aggredito con una scarica violenta di calci e pugni. Rimasto a terra tramortito, è stato difeso dal compagno Biagio Filogamo, anch’egli colpito però dagli aggressori. Maraucci, fortemente scosso, e con i segni visibili su torace, spalle e fianchi per l’aggressione subìta, è stato portato all’interno dello spogliatoio, al cui interno è calata, su tutti gli altri calciatori e sui membri dello staff, un’atmosfera di sgomento.

Con questi presupposti, dunque, sono venute meno tutte le condizioni per riprendere il gioco. Non c’era più alcuna partita da giocare. In questo momento, importa poco parlare di risultati sul campo, di pareggio, vittoria o sconfitta, e in merito alla gara saranno gli organi preposti a deciderne l’esito. La certezza è che, per quanto avvenuto nell’intervallo della sfida, di un vincitore non c’è traccia; resta soltanto la traccia di un unico sconfitto: il calcio”.

Gli uomini di Spalletti cadono per la prima volta in campionato nell’attesissimo big match contro l’Inter. Decisivo un gol del bosniaco nella ripresa

San Siro nerazzurra si conferma ancora una volta maledetta per il Napoli. Nel match più atteso, gli uomini di Spalletti cadono per la prima volta in stagione in campionato contro l’Inter, che vince per 1-0 con un gol nella ripresa di Dzeko. Una prestazione poco positiva per gli azzurri, poco pericolosi in attacco e un po’ disattenti in difesa, come in occasione del gol nerazzurro. Una serata negativa da riscattare già domenica prossima nella trasferta di Marassi contro la Sampdoria. 

Le scelte degli allenatori

Amir Rrahmani torna titolare dopo un lungo stop. Il difensore fa coppia con Kim davanti a Meret, regolarmente al suo posto. Sulla sinistra Olivera vince il ballottaggio con Mario Rui. A centrocampo confermato il trio titolare, mentre in avanti, come previsto, sulla destra c’è Politano, con Lozano che parte dalla panchina. 

In casa Inter, invece, Simone Inzaghi opta per la coppia d’attacco Dzeko-Lukaku, con il campione del mondo Lautaro Martinez inizialmente in panchina. In difesa in posizione centrale c’è Acerbi. A centrocampo Darmian preferito a Dumfries sulla destra, con Chalanoglu in regia a rimpiazzare l’infortunato Brozovic.

Grande partenza dell’Inter, poi il Napoli prende le misure

L’Inter parte subito forte, rendendosi pericolosa in più di un’occasione. Con il passare dei minuti il Napoli prende le misure ai nerazzurri e comincia a fare la partita. La squadra di Inzaghi la mette sulla fisicità, mentre gli uomini di Spalletti provano a far girare il pallone. Duro il trattamento riservato a Kvaratskhelia, che subisce tanti falli nella prima frazione, alcuni dei quali non rilevati dall’arbitro Sozza. La grande occasione dei primi 45’ di gioco capita sui piedi da Darmian, ma l’esterno interista solo davanti a Meret calcia alto. Gli azzurri ci provano con Zielinski prima ed Anguissa poi, ma i tentativi non vanno a buon fine.

Dzeko decide il match

Nella ripresa l’Inter riparte con fame ed aggressività ed al 55′ passa con Dzeko. Di Lorenzo concede troppo spazio ed un cross troppo facile a Di Marco sulla sinistra, che pesca il bosniaco a centro area. Il centravanti nerazzurro può colpire di testa indisturbato tra Rrahmani e Kim ed insacca, battendo Meret. Spalletti prova ad invertire la rotta con gli ingressi di Raspadori, Elmas, Ndombele e Simeone. La grande occasione per il pari capita sui piedi dell’attaccante della Nazionale, ma Onana nel finale riesce a salvare la sua porta ed il risultato. 

Il tabellino

Inter (3-5-2): Onana; Skriniar, Acerbi, Bastoni; Darmian (76′ Dumfries), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan (83′ Gagliardini), Dimarco (64′ Gosens); Lukaku (64′ Lautaro), Dzeko (76′ Correa). All. Inzaghi.

Napoli (4-3-3): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Kim Minjae, Olivera; Anguissa (76′ Ndombele), Lobotka (87′ Simeone), Zielinski (65′ Raspadori); Politano (65′ Lozano), Osimhen, Kvaratskhelia (76′ Elmas). All. Spalletti.

Arbitro: Sozza di Milano

Marcatori: 55′ Dzeko

Il tecnico nerazzurro ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’attesissimo match di San Siro

Il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’attesissimo match di campionato contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato dal sito ufficiale del club nerazzurro:
L’anno scorso la vittoria sul Napoli segnò una svolta.
“Non vediamo l’ora di ripartire, abbiamo voglia di scendere in campo, lo scorso anno fu una partita emozionante che ci diede un grande slancio. Sappiamo di affrontare una grande squadra, l’unica imbattuta in Europa, ma ci arriviamo con grande voglia”.
Considerando la classifica, è corretto dire che per voi è dentro o fuori?
“È una partita importantissima dove probabilmente la tensione sarà più dalla nostra parte ma il bello del calcio è poter giocare partite del genere”.
Come stanno gli attaccanti?
“Dopo tanto tempo ho 4 attaccanti disponibili, nell’anno appena terminato non li ho mai avuti. Lautaro è arrivato da 4 giorni ma si è allenato bene, Correa l’ho visto meglio. Dzeko e Lukaku hanno avuto più possibilità di allenarsi con la squadra, il mio auspicio è di poterli avere per tutto questo tour de force. Per domani devo ancora fare delle valutazioni, ho qualche incerteza che in questi due allenamenti mi toglierò”.
È preoccupato per la situazione di Skriniar?
“Lo conosco, è un ragazzo straordinario che dà tutto in campo. A parte lui ci sono diversi giocatori con il contratto in scadenza ma so che c’è una società forte che è sempre al mio fianco che sta lavorando al meglio su tutte le situazioni”.
Continua a credere nella corsa scudetto?
“Si, mancano 23 partite alla fine quindi ci sono tantissimi punti in palio e l’Inter come e altre che stanno inseguendo ha la voglia di accorciare il terreno su quella che in questo momento è la miglior squadra in Europa. Bisogna fare i complimenti al Napoli. La speranza di accorciare passa dal campo, noi siamo un gruppo unito e compatto con tifosi straordinari che vuole vincere tutte le partite”.
Torna Lukaku, cosa aggiunge la sua presenza?
“Conosciamo le sue qualità, è tornato con grande voglia. È un attaccante che ci dà soluzioni diverse, ci migliorerà ulteriormente. Siamo il secondo miglior attacco, l’anno scorso eravamo il primo, con Romelu avremo una soluzione in più. L’augurio per lui e per Correa è che possano darci quel contributo per migliorare ancora di più la nostra percentuale di realizzazione”.
La partita di domani sarà simile a quella contro il Barcellona tatticamente?
“Le partite sono tutte storie a sé. Contro il Barcellona eravamo in un momento particolare, domani sarà una partita importantissima per il proseguo del campionato. Ci saranno momenti in cui saremo più aggressivi, altri meno, sarò una partita molto bella tra due ottime squadre che sono distanziate perché il Napoli ha fatto qualcosa di straordinario di cui gli va dato grande merito”.
Quali sono le certezze e le preoccupazioni dopo 50 giorni?
“Sono più preoccupazioni che certezze, una pausa così lunga non è mai successa. Abbiamo lavorato molto bene, i giocatori rientrati stanno cercando di mettersi alla pari, la loro condizione non può essere come quella degli altri ma sono soddisfatto sia di chi è rimasto qui sia di chi è rientrato”.
Il Napoli ha punti deboli?
“È una squadra fortissima che sta avendo un livello straordinario, hanno inserito giocatori nuovi, ma noi li affronteremo con tantissima voglia come l’anno scorso”.
Le statistiche potrebbero essere dalla parte dell’Inter per le gare a San Siro…
“Dipende tutto da come faremo la partita, abbiamo grande rispetto per il Napoli però noi siamo preparati e vogliamo giocare una partita di grande livello davanti ai nostri tifosi”.
Siete consapevoli della difficoltà di questa rincorsa?
“Ho sempre i dirigenti con me, sappiamo il momento che stiamo passando, vale per tutte le squadre italiane. Sia l’Inter che le altre squadre dovranno fare qualcosa di straordinario ma c’è speranza e fiducia e quello che ho visto in questo periodo è di buon auspicio, poi tutto passa dal campo”.
In che condizioni ha trovato Lukaku?

“Ho trovato bene Lukaku e Lautaro, gli olandesi abbastanza bene. De Vrij ha avuto un colpo, Dumfries un rallentamento nei primi giorni ma sta tornando. Onana è tornato con voglia di fare. C’è tantissimo entusiasmo di giocare la partita di domani”.

I calci di rigore decidono la finalissima finita 7-5 per l’albiceleste

Solo sorrisi invece per Messi, prima raggiunto in campo dalla madre, poi dai tre figli, tutti e tre vestiti della maglia della nazionale e la scritta Messi 10 sulle spalle.
Presidente Argentina,la squadra è nostro esempio – “Grazie ai giocatori e al team tecnico.

Sono l’esempio che non dobbiamo arrenderci” e “che abbiamo un grande popolo e un grande futuro”. Lo ha twittato il presidente argentino, Alberto Fernandez, dopo la vittoria della nazionale argentina ai Mondiali di calcio in Qatar.
Macron, i Bleus ci hanno fatto sognare – “I Bleus ci hanno fatto sognare”. Così il presidente francese Emmanuel Macron commenta il risultato dei Mondiali dopo la sconfitta della Francia contro l’Argentina ai calci di rigore.

Al 108′ Rete di Messi. Lautaro Martinez, innescato in area sulla destra, calcia potentemente sul primo palo trovando l’opposizione di Lloris che non può nulla sul tap-in vincente a porta sguarnita del 10 argentino. Doppietta per l’asso argentino.

All’80’ Rete di Mbappé. Il numero 10 francese calcia potentemente trovando l’angolo basso alla destra di Emiliano Martinez. L’estremo difensore argentino intuisce ma non riesce a bloccare il tiro del fuoriclasse francese

All’81’ La Francia pareggia. Coman porta via palla nei pressi del centrocampo, e trova Mbappè che scambiata palla con Kolo Muani al limite dell’area, calci al volo in diagonale trovando l’angolo basso alla sinistra di Emiliano Martinez. Incredibile recupero dei transalpini.

Argentina in vantaggio al 23′ su rigore trasformato da Messi. Di Maria dribbla Dembélé che lo stende in area sulla sinistra regalando la massima punizione all’Albiceleste.

Di Maria firma il raddoppio al 36′. Contropiede dell’Argentina sull’asse Messi-Alvarez-Mac Allister, con quest’ultimo, pescato in profondità dal numero 10 argentino che serve Di Maria sul secondo palo: l’esterno offensivo di proprietà della Juventus calcia in diagonale trovando l’angolo basso alla sinistra di Lloris.

Qatar 2022, Argentina campione del mondo: festa a Buenos Aires

Martinez, 120′ di sofferenza poi a rigori ero sereno  – “E’ stata una partita di grande sofferenza, lo sapevamo: non siamo riusciti a controllare la partita come dovevamo. Ma per diventare campione del mondo devi soffrire”. In lacrime, Emiliano Martinez celebra la serata che ha incoronato l’Argentina campione del mondo e lui eroe della serata, con la parata sul rigore finale di Coman. “Quando siamo andati ai rigori finali – ha detto il portiere dell’Albiceleste – ho detto ai miei compagni di rimanere sereni, perche’ un paio li avrei presi..”

E’ finita! ‘Ganamos!’ ‘Gracias Pulga Messi!’ Dalle spettacolari cascate di Iguazù al confine con il Brasile, fino alla base scientifica Marambio in Antartide, passando per l’iconico obelisco sulla Avenida 9 de Julio di Buenos Aires, è scoppiata una incontenibile ‘fiesta’ argentina per la storica e meritata vittoria oggi della ‘selección’ ai mondiali di calcio del Qatar ai rigori contro i ‘Bleus’ francesi. E’ davvero sfrenata la gioia che, al fischio finale dell’arbitro Kwiatkowsi, si è immediatamente riversata per le strade di tutto il Paese al grido di ‘Vamos Argentina e ‘Dale campeòn!‘, dopo il temporaneo pareggio della Francia che aveva rimesso in ballo la vittoria finale. Una gioia inoltre che ripaga un intero Paese che, alla pari del suo capitano Leo Messi, che lascerà la ‘selección’ dopo il Qatar, e a cui mancava solo questo titolo, sentiva di essere in debito con la storia. Non solo con la storia dei Mondiali – con quella finale persa al Maracanà nel 2014 per un solo gol ai supplementari – ma anche con quella storia con la ‘S’ maiuscola che da tempo sottomette l’Argentina a interminabili crisi economiche, nonostante potenziali risorse.

L’attaccante del Toronto si sta allenando presso l’impianto polisportivo vomerese insieme a due preparatori

Lorenzo Insigne si sta allenando in questi giorni allo stadio Collana. L’ex capitano del Napoli si sta mantenendo in forma prima di rientrare in Canada a gennaio effettuando alcune sedute di allenamento sul manto verde dell’impianto polisportivo vomerese coadiuvato da due preparatori.

Nelle scorse settimane si era parlato anche dell’ipotesi che l’attaccante potesse allenarsi a Castel Volturno durante il ritiro del Napoli in Turchia, ma – riferisce La Repubblica – il tutto è rimasto solamente una possibilità per motivi burocraticvi legati alla copertura assicurativa di Insigne.