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Tregua fiscale in 6 mosse. Ma è solo l’antipasto. I provvedimenti fiscali necessari per poter vedere aperte le porte di sanatorie, stralci e definizioni agevolate offerte dalla legge di bilancio 2023, in vigore dal 1° gennaio, sono formalmente 6, ma il loro numero sarà ragionevolmente più alto (trascinando con sé circolari e interpelli) e sebbene non siano sempre stabiliti termini entro i quali emanarli, le Entrate dovranno correre contro il tempo, considerata la previsione di scadenze per i versamenti. questo il caso della sanatoria delle irregolarità formali mediante il versamento di 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni commesse fino al 31/10/2022. La norma andrà attuata con un provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate, senza che sia indicato un termine entro il quale emanarlo. Tuttavia, la legge di bilancio prevede che la prima rata dei 200 euro sia da versare entro il 31/03/2023, per cui le Entrate potrebbero essere già operative in termini di attuazione. Identico discorso vale per il ravvedimento speciale, il cui provvedimento direttoriale dell’Agenzia attuativo degli sconti di sanzione non prevede una data a termine ma anche qui il primo versamento è da effettuarsi entro il 31/03/2023. E non solo, in quest’ultimo caso la norma apre la strada a un intervento ampio dell’amministrazione, riferendosi alla possibilità di definire le modalità con provvedimento (vedasi ItaliaOggi del 03/01/2023). In generale, il numero degli atti potrebbe superare i 6 menzionati in manovra, considerando che questa si riferisce in più occasioni a «uno o più provvedimenti» e che le novità fiscali possono sollevare dubbi che l’Agenzia dovrà eventualmente risolvere man mano con l’approvazione di circolari o risoluzioni, anche solo per istituire codici tributo.