La Cina mostra i muscoli. Dallo scontro col G7 al balzo atomico

La Cina sta manifestando segnali che bene evidenziano il suo disagio, sotto diversi punti di vista: militare, diplomatico, commerciale e nucleare. Il Dragone sta giocando la sua battaglia con l’Occidente in modo aperto, ma rischia di rimanere da solo a combatterla, perché la cordata di nazioni che teoricamente la dovrebbe seguire, spesso ha interessi divergenti e soprattutto viaggia in ordine sparso. “Pechino si sente sotto assedio dai tempi di Trump – spiega Alessia Amighini, docente all’Università del Piemonte Orientale e senior associate research fellow all’Ispi –. Questo spiega tante mosse che possono essere motivate dalla volontà di segnare un punto, anche solo a livello simbolico”. In effetti la Cina sembra molto attiva sotto questo punto di vista. Tutto sta a vedere se queste manifestazioni si manterranno a livello dimostrativo o saranno oggetto di escalation.I rapporti con il vicinato sono nervosi. In meno di tre settimane, Pechino ha organizzato una imponente esercitazione militare attorno all’isola di Taiwan. Una mossa largamente annunciata e attesa, alla quale però ha fatto seguito, tre giorni fa, un incidente nelle acque del Mar Cinese Meridionale. La Cina ha accusato una nave filippina di aver causato una collisione con una delle imbarcazioni della propria Guardia Costiera. L’incidente non è avvenuto in un luogo a caso, bensì attorno all’atollo Second Thomas Shoal, che la Cina rivendica come parte del proprio territorio e dove le Filippine hanno un avamposto militare con la nave da guerra Brp Sierra Madre, lì incagliata dal 1999.


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