Corruzione,Comune di Usmate

Si allarga l’inchiesta sulla presunta corruzione nell’urbanistica al Comune di Usmate Velate. Sotto la lente del pm della Procura di Monza Carlo Cinque ci sarebbe almeno un’altra pratica sospetta legata all’ex responsabile dell’ufficio tecnico, Antonio Colombo e a qualcun altro degli immobiliaristi coinvolti nelle indagini. Bocche cucite dagli inquirenti su chi possa essere ulteriormente nell’occhio del ciclone giudiziario, ma i nuovi spunti deriverebbero da un approfondimento sui reciproci rapporti. Per questo motivo la Guardia di Finanza è tornata in municipio a Usmate nei giorni scorsi, nuovamente diretta al settore gestito da Colombo. Il funzionario comunale si trova ancora detenuto in carcere, in attesa della decisione dei giudici della libertà sulla sua richiesta di annullare o almeno modificare l’ordinanza di custodia cautelare che lo vede dietro le sbarre dalla fine di aprile. I suoi difensori, gli avvocati Raffaele Della Valle e Donatella Rapetti, hanno discusso l’11 giugno scorso davanti al Tribunale del Riesame di Milano il ricorso in appello per la scarcerazione negata dalla gip monzese Angela Colella. Ma nessun provvedimento è stato finora loro notificato e la lunga attesa solitamente non appare di buon auspicio per la scarcerazione perché, quando i giudici decidono che le richieste difensive sono legittime, si affrettano a dare l’ordine di liberare l’indagato. Come è successo al costruttore Alberto Riva, figlio del sindaco di Vimercate degli anni Settanta Ezio, che subito dopo il ricorso ha ottenuto la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari e al collega lecchese Luigi Roncalli, che ha potuto lasciare i domiciliari in cambio di una sola interdizione professionale.


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