Macron, nuovo voltafaccia. Già 173 i ritiri anti Le Pen

Alla terza riunione in meno di 24 ore, i ministri convocati da Macron hanno cominciato a far filtrare quanto il capo stava dicendo: «Non un solo voto all’estrema destra, dobbiamo ricordarci che nel 2017 e nel 2022, a sinistra, tutti hanno dato questo messaggio, senza il quale il vostro servitore (cioè lui, ndr) e voi stessi non sareste qui oggi». Insomma, in vista dei ballottaggi un’apertura di credito anche a quella sinistra considerata fino a poche ore prima «estrema» e dunque da combattere al pari dei lepenisti.Due ministri presenti alla riunione l’hanno definita «estremamente tesa», altri presenti – a condizione di anonimato – denunciavano la «disconnessione» del presidente. E mentre Macron chiedeva ai suoi di «studiare ogni circoscrizione» per costruire alleanze e «fare barriera al Rn», ieri, per la prima volta, il campo presidenziale si è forse irreversibilmente diviso. Cambiare linea – e più volte – in meno di 24 ore, fino a disegnare un non meglio precisato «arco repubblicano a geometria variabile» ha fatto implodere la Macronie. «Abbiamo fatto tutta la campagna dicendo che c’erano due estreme, ne sarebbe rimasta una sola?», è l’affondo di Aurore Bergé su France 2, criticando l’apertura a Lfi, l’ala mélenchoniana della gauche che è pure quella con più candidati in corsa al secondo turno contro Rn. Invece, dopo la disfatta, Macron dà sostanzialmente via libera anche all’estrema sinistra in vista del secondo turno. «Tutto salvo Rn».L’ala moderata della destra macroniana non ci sta. Intanto il premier uscente Attal sospende la controversa riforma sui sussidi di disoccupazione che dal 1° dicembre avrebbe accorciato la durata dell’indennità da 18 a 15 mesi. Ma a conti fatti la sua coalizione Ensamble ha ottenuto solo il terzo posto in percentuale e soltanto 2 eletti al primo turno (39 invece quelli lepenisti con gli alleati, 32 quelli del nuovo fronte popolare). I seggi sono 577. Ieri c’era da chiarire la strada da prendere. Desistenza? Caso per caso? Liberi tutti? Ambigui i messaggi dall’Eliseo, dove c’è chi auspica un risultato senza vincitori che spiani la strada a un governo tecnico. Più di un centinaio (173) le «desistenze» annunciate: candidati ritirati in funzione anti-Rn. In larga parte della gauche, dove è arrivata terza. Oggi alle 18 scade il deposito delle candidature. Fine suspense. E forse fine corsa per la Macronie.


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