Agenzia dell’Entrate: Pignoramento presso terzi con vista sulle fatture elettroniche

L’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica potrebbe rappresentare un’arma in più per l’Agenzia delle entrate-riscossione ai fini del pignoramento presso terzi per cartelle scadute. Infatti, ci sono arrivate diverse segnalazioni di pignoramenti su compensi e ricavi risultanti da fatture elettroniche a disposizione dell’Agenzia delle entrate. La procedura, volendo semplificare, si basa sullo scambio di informazioni tra l’Amministrazione finanziaria e l’Agenzia delle entrate riscossione che ha inviato la cartella al debitore. Se dalle fatture elettroniche risulta un credito vantato verso terzi committenti da colui che deve pagare la cartella, l’ADER si attiva per il pignoramento. Il committente paga il dovuto direttamente all’ADER fino a concorrenza del debito indicato nella cartella. In poche parole, sono presi di mira soprattutto i rapporti commerciali e professionali abituali; si pensi all’avvocato che fattura costantemente ad una grossa azienda, suo cliente abituale. Laddove dai dati delle fatture elettroniche sono intercettati tali crediti commerciali l’ADER procede al loro pignoramento. L’azienda dovrà pagare direttamente l’ADER e non il professionista che ha emesso la fattura.I pignoramenti possono riguardare stipendi, conto correnti, fitti, ecc. Per un periodo si è parlato anche di conto correnti ad accesso automatico. Possono essere pignorati anche beni del debitore in possesso di terzi. Non è necessaria l’autorizzazione del giudice dell’esecuzione. Tuttavia, l’intervento del giudice scatta laddove il terzo pignorato o il contribuente contesti il pignoramento. Contestazione che deve essere attivata entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento. A ogni modo, il pignoramento dello stipendio è ammesso nei seguenti limiti:

  • fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo;
  • tra 2.500 e 5.000 euro la quota pignorabile è un settimo;
  • sopra i 5.000 euro la quota pignorabile è un quinto.

Attenzione però, se la procedura riguarda il conto corrente, non può essere pignorato solo l’ultimo stipendio o salario che resta sempre disponibile per qualsiasi necessità del debitore.


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