L’aeroporto intitolato a Silvio Berlusconi.

L’intitolazione dell’aeroporto di Milano-Malpensa a Silvio Berlusconi proprio non viene digerita dagli esponenti dei partiti di opposizione, i quali da ieri continuano a lamentarsi per una decisione assunta dall’ente preposto, l’Enac, su suggerimento del Consiglio della Regione Lombardia, che richiede l’ultima firma del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. La procedura è stata seguita in maniera lineare e per intitolare lo scalo al Cavaliere non verrà in alcun modo “sbattezzato”, in quanto quello di Malpensa è uno dei pochi scali che, nonostante i decenni di operatività, non ha ancora una intitolazione. “Silvio è nella storia e nessuno riuscirà mai a sminuirlo”, ha dichiarato il fratello del Cavaliere, Paolo Berlusconi, rispondendo alle solite polemiche. L’ultima contestazione in ordine di tempo è arrivata da Nicola Fratoianni. Proprio lui che ha portato in Europa Ilaria Salis, con due condanne passate in giudicato in Italia e un procedimento in corso in Ungheria per tentato omicidio, oltre a quasi 30 segnalazioni alla procura.Fratoianni omette volontariamente che l’iniziativa è partita dalla Regione Lombardia, poi è passata per l’Enac e ancora deve arrivare sul tavolo del ministero di Salvini, e che quindi il governo non sta pensando a nessuna intitolazione. Ma per la sua propaganda politica fa certamente comodo aggiustare la narrazione a favore degli elettori in modo da creare indignazione e far passare il messaggio che questo esecutivo si occupi di cose futili e che solo loro guardino alla collettività. Niente di nuovo, dopo tutto. Ma quella di Fratoianni è solo una delle rimostranze, perché anche il Pd, da ieri, sembra non pensi ad altro. Pierfrancesco Majorino, che ha perso la sfida col governatore uscente Attilio Fontana alle ultime elezioni regionali, ha fatto diversi interventi sul tema.Compila il form suggerendo al ministro Salvini un nome, li raccoglieremo e glieli invieremo”. È come sempre un Pd in ritardo, fuori tempo massimo e contro tempo, costretto a rincorrere e ad arrancare. Un Partito democratico incapace di avere idee ma solo di prendere quelle degli altri e di distruggerle, che ha la pretesa di avere comunque ragione.


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