Tag Archive : aggressione

Un giovane di 18 anni è stato arrestato per tentato omicidio dopo aver aggredito un uomo di 75 anni all’ingresso di un bar, nel quartiere Pianura. E’ ricoverato in gravi condizioni al Cardarelli

Un gesto sconsiderato, apparentemente senza motivo, che potrebbe costare la vita a un uomo. E’ finito in manette per tentato omicidio il ragazzo di 18 anni, incensurato, che nella mattinata di venerdì 20 gennaio ha aggredito un uomo di 75 anni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo operativo di Bagnoli e della stazione di Pianura, l’uomo sarebbe stato in attesa di entrare in un bar di via Comunale Napoli, nel quartiere Pianura. 

Il giovane si sarebbe avvicinato all’ingresso e senza preavviso avrebbe sferrato un violento pugno al volto del 75enne. Questi, colpito con forza, è caduto a terra e ha battuto violentemente la testa a terra. La situazione è apparsa immediatamente grave e gli astanti hanno chiamato i soccorsi. La vittima dell’aggressione è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è ricoverata in condizioni critiche. 

Secondo i carabinieri, l’uomo starebbe lottando tra la vita e la morte, mentre l’aggressore, originario di Pianura, è stato portato in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’accusa è di tentato omicidio, ma se l’anziano dovesse morire si tramuterebbe in omicidio, probabilmente preterintenzionale. Le motivazioni del folle gesto, ammesso che c’è ne possano essere, restano sconosciute.  

Come riportato dal club, il calciatore è stato aggredito con calci e pugni: colpito anche Filogamo nel tentativo di difendere il compagno

Una lunga nota ufficiale con la ricostruzione dell’accaduto. Allo Stadio Novi di Angri si è verificato un gravissimo episodio di aggressione ai danni dei calciatori del Portici e, in particolare, di Maurizio Maraucci. Con un comunicato, il club azzurro rompe il silenzio:

“La sfida contro l’Angri, valevole per il recupero della 16^a giornata di campionato di serie D, è durata soltanto 45 minuti, terminati sul punteggio di 1 a 0 a favore degli azzurri. L’atmosfera s’è riscaldata al 42’ quando l’Angri ha sbagliato il calcio di rigore del possibile pareggio e Maraucci è diventato bersaglio in campo e fuori di insulti e minacce per aver “disturbato” le operazioni di preparazione del rigore. Fin qui tutto ha fatto pensare alle consuete dinamiche di gioco alle quali si assiste ogni domenica, e nulla lasciava presagire ciò che è accaduto poi negli spogliatoi.

Mentre la squadra si apprestava a rientrare nel proprio spogliatoio, infatti, il capitano Maurizio Maraucci, attardatosi a discutere sul campo, ed essendo quindi tra gli ultimi a rientrare, è stato colto di sorpresa e circondato da 3-4 persone a volto coperto, per poi essere aggredito con una scarica violenta di calci e pugni. Rimasto a terra tramortito, è stato difeso dal compagno Biagio Filogamo, anch’egli colpito però dagli aggressori. Maraucci, fortemente scosso, e con i segni visibili su torace, spalle e fianchi per l’aggressione subìta, è stato portato all’interno dello spogliatoio, al cui interno è calata, su tutti gli altri calciatori e sui membri dello staff, un’atmosfera di sgomento.

Con questi presupposti, dunque, sono venute meno tutte le condizioni per riprendere il gioco. Non c’era più alcuna partita da giocare. In questo momento, importa poco parlare di risultati sul campo, di pareggio, vittoria o sconfitta, e in merito alla gara saranno gli organi preposti a deciderne l’esito. La certezza è che, per quanto avvenuto nell’intervallo della sfida, di un vincitore non c’è traccia; resta soltanto la traccia di un unico sconfitto: il calcio”.

“Vile aggressione a chi lavora tra mille difficoltà”

Una vigilessa è stata aggredita a pochi metri dai mercatini natalizi di piazza degli Artisti. Un 67enne (venditore dei mercatini) dopo aver parcheggiato la sua auto in divieto di sosta si è allontanato. Al suo ritorno ha notato di essere stato multato e ha prima offeso la vigilessa e poi l’ha colpita con uno schiaffo sul viso.

E’ stato immediatamente bloccato dalle forze dell’ordine, che lo hanno arrestato in flagranza di reato. Nel processo celebrato con rito direttissimo, il giudice lo ha poi condannato a tre mesi di reclusione, grazie al patteggiamento della pena. 

“Vile aggressione”

 L’assessore alla legalità Antonio De Iesu  ha definito “una vile aggressione”, quella subita dalla vigilessa, “impegnata insieme a tanti altri, tra mille difficoltà legate alla carenza di organico, nel difficile compito di garantire sostenibili condizioni di sicurezza urbana sul nostro territorio”.

Mentre girava il servizio sulle pillole dimagranti miracolose

In onda stasera a Striscia la notizia l’inchiesta di Luca Abete sul commercio di pillole con presunti effetti dimagranti, vendute illegalmente tramite social da improvvisate dietologhe influencer che, oltre a garantire perdite di peso in tempi rapidissimi, prescrivono pure la dieta da seguire.

La troupe del tg satirico ha incontrato a Napoli una di queste “dieta-influencer” che vanta di essere in possesso di grossi quantitativi di un prodotto – importato dall’estero – che secondo gli esperti è assolutamente illegale in Italia per i problemi di salute che può causare, come già mostrato nella puntata del 10 novembre (vai al video). “Sono 85 euro. Mettile in borsa, perché io non le posso vendere”, dice subito la donna a un’attrice del tg satirico che si finge interessata all’acquisto. Poi consiglia la terapia: “Va presa tre mesi in continuazione, trenta minuti prima della colazione, con tre bicchieri d’acqua. Ma dipende da quanti chili vuoi perdere. Non fanno male”. Intercettata da Luca Abete la venditrice aggredisce l’inviato e la sua troupe con schiaffi, insulti e minacce. “Sei una bastarda. Pu**ana!”, urla all’attrice di Striscia. E ne ha anche per Luca Abete: “Ti distruggo!. Fate pena”. Poi scappa a bordo di un’auto.

Il fatto è accaduto nel napoletano: arrestato un 28enne dopo un inseguimento

Passanti e auto colpiti senza criterio, con un bastone di alluminio stretto come una spada. E’ accaduto in via Corigliano a Villaricca. A seminare il caos un 28enne di origini ghanesi. I carabinieri sono intervenuti sul posto in pochi minuti: tante le chiamate arrivate al 112.

I militari sono riusciti a disarmare l’uomo, che dopo una violenta colluttazione è riuscito a scappare. Durante la fuga – come raccontano i carabinieri – ha raccolto una grossa pietra e l’ha lanciata contro uno dei militari, colplendolo alla testa. L’inseguimento è proseguito, nonostante una vistosa ferita sanguinante. Il 28enne ha poi lanciato altre pietre, colpendo ancora i suoi inseguitori. Solo l’utilizzo dello storditore elettrico in dotazione ai militari è riuscito ad interrompere la corsa dell’uomo, che è finito in manette. Il 28enne è ora in carcere, in attesa di giudizio. Per i carabinieri, invece, ferite ritenute guaribili in 7 giorni.

Dopo la denuncia del sindacato Nursing Up che ha definito il nosocomio partenopeo “l’inferno degli infermieri”, dai vertici dell’ospedale arriva la solidarietà agli aggrediti e la denuncia di un’ulteriore drammatica conseguenza: la fuga dai Pronto Soccorso e dal 118.

Gli infermieri del Cardarelli denunciano una situazione sempre più difficile a fronte delle continue aggressioni che subiscono nel corso del loro lavoro da pazienti e loro parenti, e i vertici del nosocomio partenopeo si schierano al loro fianco e sottolineano l’ulteriore drammatica conseguenza della mancanza di personale nei Pronto Soccorso e per il 118.

È di stamane la denuncia del sindacato Nursing Up a proposito delle violenze in corsia nell’ospedale napoletano, all’interno del quale soltanto nell’ultimo anni si sono registrate almeno 30 aggressioni ai danni del personale. “È l’inferno degli infermieri”, sono state le parole del presidente Antonio De Palma.

D’Amore: “Violenze che allontanano i giovani medici dal servizio in emergenza”

“Al Cardarelli di Napoli, come in tutte le grandi strutture sanitarie italiane, il livello delle aggressioni agli operatori è estremamente elevato”, fanno sapere dal nosocomio. “Nel corso di quest’anno, a causa delle aggressioni subite sui luoghi di lavoro, sono state circa 40 le giornate di malattia che hanno dovuto richiedere gli operatori sanitari oggetto di violenza in servizio presso il Cardarelli”.

Così a NapoliToday Antonio d’Amore, Direttore Generale del Cardarelli: “Dobbiamo tutti farci carico del drammatico fenomeno della violenza sugli operatori sanitari. Non è immaginabile che un professionista debba essere oggetto di aggressioni verbali o fisiche da parte delle persone di cui si sta prendendo cura”. “Questo fenomeno – prosegue d’Amore – contribuisce in modo forte ad acuire la carenza di personale nei Pronto Soccorso e nei servizi 118. Oggi, un giovane medico o un giovane infermiere quando scelgono se prestare o meno servizio in emergenza, valutano anche il rischio di aggressioni verbali o fisiche che potranno subire nel proprio lavoro”.

La “drammatica consuetudine” della furia dei familiari

Particolarmente significativa la denuncia da parte di Nursing Up sull’inquietante consuetudine per cui, quando muore un paziente con i parenti in attesa nel pronto soccorso – con l’uomo o la donna di turno arrivato già in condizioni critiche – accade l’incredibile: “interi componenti familiari si scatenano in raid punitivi, prendendo di mira gli infermieri di turno, considerati come i massimi responsabili del decesso del loro congiunto”, spiegano dal sindacato. “Un clima da film western o da poliziesco anni 70, dove il cittadino si faceva giustizia da solo. L’unica differenza è che questa è la triste realtà, e che gli infermieri non sono certo i criminali di turno da punire, ma sono professionisti valenti che fanno di tutto per salvare vite umane, troppo spesso vittime di una carenza di personale, da noi più volte denunciata, che tocca l’acme nei “malandati” pronto soccorsi di casa nostra, laddove un solo operatore sanitario si ritrova spesso, nel triage di un pronto intervento, a doversi occupare, da solo, anche di 10 pazienti”.