Category Archive : GIUSTIZIA

Dura la vita dietro le sbarre e anche la finzione cinematografica non rende ciò che si prova al di là del muro. Nell’Istituto penitenziario di Poggioreale, dal mese di maggio dello scorso anno, invece il teatro si fa sul serio ed ha avuto inizio un viaggio nelle emozioni, grazie ad un laboratorio teatrale gestito dall’Associazione di volontariato “Carcere Vi.Vo”. Dodici ragazzi del padiglione “Firenze” hanno iniziato un percorso di laboratorio, durante il quale, non solo hanno acquisito tecniche teatrali, che hanno consentito loro di far interagire la mente, il corpo e le emozioni, ma hanno prodotto un testo dal titolo “La zattera”, con specifiche caratteristiche di metateatro, che porteranno in scena il giorno 26 gennaio 2023 nella Chiesa dell’Istituto penitenziario. Il Gruppo è accanto ai detenuti con le visite nelle carceri e la corrispondenza ai tossicodipendenti, favorendone l’ingresso in Comunità Terapeutiche, unica via per recuperare valori e stile di vita libera da ogni schiavitù, nonchè alle famiglie con visite domiciliari e l’ascolto presso il centro con accompagnamenti personalizzati.

Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso la stazione della Circumvesuviana di Porta Nolana poiché personale dell’Esercito Italiano aveva segnalato una donna seduta con una mannaia.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno controllato la donna, identificata per una 43enne cinese, trovandola in possesso della mannaia; pertanto l’hanno denunciata per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Ieri pomeriggio, intorno alle 18, a Napoli, quattro uomini di nazionalità straniera che giungevano da piazza Garibaldi hanno bloccato un connazionale in prossimità dei tornelli della stazione di Eav per avviare una rissa. L’uomo, per difendersi, ha estratto un coltello, ferendo uno degli aggressori. Non si conoscono le ragioni della lite. Il ferito è stato trasportato all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove è stato curato e sarà dimesso a breve, mentre l’aggressore è in fase di identificazione. Sul posto è intervenuta la Polfer che indaga sull’accaduto.

Rendere sostenibile al riforma del processo civile, in maniera tale da evitare una disfatta che avrebbe ripercussioni anche nel contesto del Pnrr.Per la trattazione scritta, con l’obiettivo di garantire il principio del contraddittorio, è indispensabile, per gli avvocati, che venga prevista la fissazione di due termini, uno per le note scritte e un altro per la replica (considerato che la trattazione scritta sostituisce l’udienza in presenza, dove è possibile un contraddittorio pieno). Inoltre, sarebbe preferibile l’indicazione specifica delle udienze per le quali è possibile la trattazione scritta, oltre alla previsione del nuovo articolo 189 del Codice di procedura che la prescrive per la precisazione delle conclusioni. La trattazione scritta può essere poi prevista per il processo esecutivo presso terzi che, nella stragrande maggioranza dei casi,si riduce alla sola udienza di assegnazione. 

Un giovane di 18 anni è stato arrestato per tentato omicidio dopo aver aggredito un uomo di 75 anni all’ingresso di un bar, nel quartiere Pianura. E’ ricoverato in gravi condizioni al Cardarelli

Un gesto sconsiderato, apparentemente senza motivo, che potrebbe costare la vita a un uomo. E’ finito in manette per tentato omicidio il ragazzo di 18 anni, incensurato, che nella mattinata di venerdì 20 gennaio ha aggredito un uomo di 75 anni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo operativo di Bagnoli e della stazione di Pianura, l’uomo sarebbe stato in attesa di entrare in un bar di via Comunale Napoli, nel quartiere Pianura. 

Il giovane si sarebbe avvicinato all’ingresso e senza preavviso avrebbe sferrato un violento pugno al volto del 75enne. Questi, colpito con forza, è caduto a terra e ha battuto violentemente la testa a terra. La situazione è apparsa immediatamente grave e gli astanti hanno chiamato i soccorsi. La vittima dell’aggressione è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è ricoverata in condizioni critiche. 

Secondo i carabinieri, l’uomo starebbe lottando tra la vita e la morte, mentre l’aggressore, originario di Pianura, è stato portato in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’accusa è di tentato omicidio, ma se l’anziano dovesse morire si tramuterebbe in omicidio, probabilmente preterintenzionale. Le motivazioni del folle gesto, ammesso che c’è ne possano essere, restano sconosciute.  

Era a tavola con amici quando i killer hanno esploso decine di colpi di arma da fuoco

Sembrava un pranzo come tanti, quello dei clienti del ristorante Gaetano e Teresa a Melito di Napoli, tra vico Rossi e via Lavinaio, fino al momento in cui i killer, poco prima delle ore 13.00, hanno fatto il loro ingresso nel locale, raggiunto con uno scooter. Sono andati dritti verso Vincenzo Nappi, pregiudicato, ritenuto dagli inquirenti legato al clan Amato-Pagano, esplodendo una serie di colpi di arma da fuoco, mentre era a tavola con amici. Per Enzuccio o pittore, come era soprannominato, non c’è stato niente da fare.

Indagini in corso

La gente terrorizzata è fuggita dal ristorante e solo per caso nessuno è rimasto ferito dalla raffica di 10 colpi di pistola degli autori del raid. I carabinieri della compagnia di Marano intervenuti nel locale per i rilievi sono al lavoro per risalire all’identità dei killer del 57enne.

Due sconosciuti sono fuggiti con il bottino. Indagini in corso da parte dei carabinieri

Sabato sera i carabinieri della stazione di Acerra sono intervenuti presso una tabaccheria in via Annunziata. Due sconosciuti – uno armato di pistola – hanno minacciato i dipendenti per ottenere l’incasso.

Durante la rapina uno degli impiegati è stato colpito alla testa con il calcio della pistola. 

I due sono fuggiti con bottino ancora da quantificare. La vittima è stata medicata presso l’ospedale di Acerra, con 7 giorni di prognosi prescritti per lesione regione frontale. 

Indagini in corso per chiarire dinamica e rintracciare i malviventi.

In uno dei covi di Messina Denaro sono state trovate anche le biografie di Adolf Hitler e di Valadimir Putin. Gli inquirenti del Ros in cerca di elementi probatori su vita ed azioni del mafioso hanno setacciato anche la libreria del boss ed hanno trovato quei due volumi. Lo screening meticoloso dei carabinieri ha portato all’individuazione di uno dei telefonini del capomafia, intestato ad Andrea Bonafede.E quel cellulare era stato poi “tracciato” dagli investigatori la mattina del blitz. Proprio le celle radiomobili agganciate hanno confermato i sospetti dei carabinieri sui movimenti di Messina Denaro. Boss che da Campobello di Mazara viaggiava verso Palermo.Perquisendo i locali nella libreria del covo del capomafia sono stati trovati diversi volumi di storia e filosofia e nel loro novero anche due biografie: una di Vladimir Putin, l’altra di Adolf Hitler. I militari del Ros hanno anche perquisito le abitazioni di molte persone sospettate di aver favorito la latitanza del mafioso: tra esse quelle di Luppino, di Bonafede e della madre e dell’ex avvocato Antonio Messina.

Salvini ha chiesto di abbassare i toni, evitare lo scontro tra politica e magistratura che non avrebbe ancor più senso oggi, dopo la cattura, inseguita per 30 anni, del super boss Matteo Messina Denaro, anche grazie alle intercettazioni. Ed evitare bavagli ai media, mettendo alcune regole sì ma salvaguardando la libertà di stampa. La Lega interviene nel dibattito sulle intercettazioni dopo che negli ultimi giorni hanno fatto discutere le parole del Guardasigilli circa la volontà di circoscrivere l’uso di queste ultime ai reati di mafia e terrorismo. Una posizione, quella di Nordio, che non sarebbe del tutto in linea con quella del governo e di alcuni partiti di maggioranza, FdI innanzitutto con anche la premier Meloni, mentre Forza Italia è con il ministro Nordio su una linea più fortemente garantista. Sulle intercettazioni in particolare secondo il leader della Lega «bisogna colpire gli abusi ed evitare che alcuni tribunali vengano utilizzati dalla politica, senza però fare di tutta l’erba un fascio. .

Il Ministro Nordio fa paura, perché è poco politico e dice le cose come stanno. Perché le riforme sulla giustizia vuol farle davvero. Ma soprattutto perché è un ex pubblico ministero e conosce i suoi polli, cioè gli ex colleghi. Non ha paura in aula di Cafiero De Raho e Scarpinato. Ma neanche del procuratore di Palermo De Lucia che parla di ”borghesia mafiosa” o del principe dei blitz Nicola Gratteri che dice con sarcasmo abbiamo arrestato duecento presunti innocenti, irridendo alla riforma sulla presunzione di innocenza.Lui non ha paura e quindi l’assalto nei confronti del ministro Nordio è ancora più violento di quello subito da Marta Cartabia. Questo comunque significa quanto meno che Giorgia Meloni ha in mente un piano di riforme sulla giustizia.